Arcieri Rezia Valtellina | Archi & Archi
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Arco ricurvo (olimpico):

 

è l’arco principe, l’unico ammesso a rappresentare
il tiro con l’arco alle olimpiadi.
  • Riser: solitamente in metallo, alluminio fresato o carbonio; al centro è posizionata la “grip”. Può essere di diverse forme e materiali.
  • Flettenti: sono costruiti in materiali compositi, tra cui carbonio, lamina di legno, ceramica, schiuma. Hanno varie lunghezze, predefinite, e si misurano in pollici, mentre la “potenza” dei flettenti si misura in libbre e generalmente vanno di due libbre in due libbre. Ogni flettente è dotato alle estremità di un “Tip” per l’alloggiamento della corda.
  • Corda: è costituita da un minimo di 12 fili e vi sono diversi materiali che possono essere utilizzati per la sua costruzione, generalmente si usa il “Fast Flight” nelle sue diverse combinazioni. La corda ha due “loop” alle estremità e un serving centrale su cui viene fissato il punto di incocco.
  • Poggia freccia: comunemente chiamato “rest” serve ad appoggiare la freccia sull’arco. Ve ne sono di diversi tipi, dai più semplici in plastica per finire a quelli magnetici.
  • Bottone di pressione: è anche chiamato “botton berger”. Lo si usa per “raddrizzare” la freccia in uscita dall’arco. Si regola mediante delle viti e molle di varia potenza.
  • Mirino: serve ad inquadrare il bersaglio. Il mirino si sposta quando si cambia la distanza a cui si tira per determinare il punto di impatto della freccia.
  • Stabilizzazione: sono “aste” di varie lunghezze, che avvitate sul riser servono a stabilizzare l’arco e assorbire le vibrazioni; generalmente assieme all’asta centrale si abbinano due astine più corte denominate “baffi”.
  • Clicker: è un asticella di metallo situata sulla finestra dell’arco e sotto cui passa la freccia in trazione. Il suo scopo è quello di far ripete all’arciere un’azione con allungo sempre costante. Il nome deriva dal rumore che emette picchiando sull’arco quando la freccia esce.
  • Paradita: comunemente chiamata anche “tab” la patelletta paradita si usa durante la trazione e serve a proteggere le dita dalla corda.
  • Dragona: è un laccio che serve a non far cadere l’arco nel momento del rilascio della corda; si usa sulla mano dell’arco. Con l’uso della dragona la mano è più rilassata ed evita di creare torsioni sull’arco durante l’uscita della freccia.

 

 

 

Arco Nudo:

 

si differenzia dall’arco ricurvo (olimpico) per l’assenza delle aste stabilizzatrici e del mirino.
Con questo arco, per mirare si usa la punta della freccia.
  • Riser: solitamente in metallo, alluminio fresato, carbonio o legno; al centro è posizionata la “grip”. Può essere di diverse forme e materiali. Su questo arco, per conferire maggiore stabilità si aggiungono al riser, vari pesi.
  • Flettenti: sono costruiti in materiali compositi, tra cui carbonio, lamina di legno, ceramica, schiuma. Hanno varie lunghezze, predefinite, e si misurano in pollici, mentre la “potenza” dei flettenti si misura in libbre e generalmente vanno di due libbre in due libbre. Ogni flettente è dotato alle estremità di un “tip” per l’alloggiamento della corda;
  • Corda: è costituita da un minimo di 12 fili e vi sono diversi materiali che possono essere utilizzati per la sua costruzione, generalmente si usa il “Fast Flight” nelle sue diverse combinazioni. La corda ha due “loop” alle estremità e un serving centrale su cui viene fissato il punto di incocco;
  • Poggia freccia: comunemente chiamato “rest” serve ad appoggiare la freccia sull’arco. Ve ne sono di diversi tipi, dai più semplici in plastica a quelli magnetici.
  • Bottone di pressione: è anche chiamato “botton berger”. Lo si usa per “raddrizzare” la freccia in uscita dall’arco. Si regola mediante delle viti e molle di varia potenza.
  • Stabilizzazione: nell’arco nudo non è consentito usare aste o bilancieri ma esclusivamente dei pesi da apportare al riser, generalmente inseriti nella parte inferiore. Che servono a dare maggiore stabilità all’arco e a smorzare le vibrazioni.
  • Paradita: comunemente chiamata anche “tab” la patelletta paradita si usa durante la trazione e serve a proteggere le dita dalla corda; Nell’arco nudo si usa generalmente in un pezzo unico senza separatore delle dita.
  • Dragona: è un laccio che serve a non far cadere l’arco nel momento del rilascio della corda; si usa sulla mano dell’arco. Con l’uso della dragona la mano è più rilassata ed evita di creare torsioni sull’arco durante l’uscita della freccia.

 

 

Arco Compound:

 

arco dotato di un sistema di pulegge che permette di sviluppare maggiore potenza con uno sforzo minore.
Consente una maggiore precisione di mira e si possono montare lenti, bolle, stabilizzazioni, rest magnetici, visette, ecc.
L’unico arco che consente l’uso di uno sgancio meccanico per un’uscita pulita della freccia.
  • Arco: è composto di un blocco unico, non smontabile, di riser e flettenti, al cui centro è posizionata la “grip” e può essere di diverse forme e materiali. A livello strutturale è il più complesso ed è l’unico arco che rimane sempre in tensione.
  • Flettenti: i flettenti sono due e molto più corti di quelli che possiamo trovare su tutti gli altri archi; alle estremità al posto dei classici “tip”sono posizionate le “cam”.
  • Cam: le cam sono delle ruote di differenti tipologie e si regolano sull’allungo preciso dell’arciere; hanno forme differenti e il loro compito è di scaricare la potenza dell’arco per consentire il “let off” (percentuale di scarico del libraggio). Possiamo trovare archi “mono cam” e archi a “due cam”.
  • Cavi: agendo sui cavi, dando o togliendo un certo numero di giri, si modifica l’allungo.
  • Corda: le corde sono in “fast flight”. Sul serving centrale si crea poi lo “string loop” dove è posizionato il punto di incocco e il “loop”, una piccola corda ad anello dove inserire lo sgancio che serve a trazionare la corda.
  • Rest: detto anche poggia freccia, è generalmente in metallo e ne esistono di diversi tipi, a caduta, magnetico ecc.
  • Mirino: serve ad inquadrare il bersaglio e si fissa al riser in un apposito spazio. Il mirino si sposta quando si cambia la distanza a cui si tira per determinare il punto di impatto della freccia.
  • Diottra: montata sul mirino permette di ingrandire il punto di mira.
  • Bolla: serve a regolare l’inclinazione dell’arco durante la fase di tiro.
  • Visette/Peep: anellino in gomma, bucato al centro, da cui si guarda attraverso per meglio inquadrare il mirino, la diottra e la bolla. Si posiziona sulla corda e “cade” esattamente al centro dell’occhio.
  • Stabilizzazione: utilizzata per stabilizzare l’azione e smorzare le vibrazioni. Possono essere costruiti in differenti materiali e essere di peso variabile. Alle estremità possiamo trovare dei pesi e degli ulteriori smorzatori di vibrazioni.
  • Sgancio meccanico: strumento con cui si aggancia, tende e rilascia la corda para dita che si usa per la trazione della corda. Ne esistono di varie tipologie, a rotazione,pollice,indice ecc ecc.
  • Dragona: è un laccio che serve a non far cadere l’arco nel momento del rilascio della corda; si usa sulla mano dell’arco. Con l’uso della dragona la mano è più rilassata ed evita di creare torsioni sull’arco durante l’uscita della freccia.

 

Arco Longbow:

 

l’arco “lungo inglese”,quello attuale ne è l’evoluzione. E’ l’arco diritto tradizionale a curvatura unica e che non presenta le cotrocurvature tipiche degli altri archi. Un longbow per essere definito tale, necessita di una regola principale, quando è armato la corda non deve toccare nessuna altra parte dell’arco eccetto il suo alloggiamento (tip). Può essere fatto di ogni materiale o combinazione di essi. Lunghezza minima 150 cm. per le donne e 160 cm. per gli uomini. Si usano frecce in legno con penne naturali. Gara di riferimento il 3D o il Tiro di campagna.
  • Arco: composto da un unico pezzo di legno lavorato artigianalmente non smontabile. In base alla sua lunghezza, alla lavorazione del legno e allo spessore dei flettenti avremo libraggi differenti. Sulle estremità dei flettenti, troviamo i “tip” che generalmente vengono costruiti in corno.
  • Finestra: se presente, è dove viene appoggiata la freccia.
  • Guantino/Paradita: è utilizzato per la trazione della corda ed è generalmente costruito in pelle o cuoio.
  • Corda: sull’arco long bow si usano corde fiamminghe chiamate anche “flemish” e sono costituite normalmente da fili intrecciati e ritorti di “fast flight o dacron”. Il numero dei fili di cui è composta dipende dalla potenza dell’arco stesso.

 

 

Arco take down:

 

è l’arco da caccia tradizionale per antonomasia. E’ costituito da una coppia di flettenti che si agganciano al riser, oppure costruito in un unico pezzo non smontabile, nel qual caso definito “monolitico“. Il take down deriva storicamente dall’arco ricurvo composito, orientale, dalla grande velocità ed efficacia.
  • Riser: può essere fatto di un unico pezzo in legno o di vari legni assemblati tra loro, al cui centro viene ricavata la “grip”. Nel take down il riser è circa 1/3 della lunghezza dell’intero arco. Questo arco usa, come il longbow, il piatto di finestra come poggia freccia, ed è consentito posizionare sulla stessa un sottile strato di cuoio o pelle a protezione, comunemente chiamato “tappetino”.
  • Flettenti: sono costruiti in legno, o assemblati con lamine di fibra o di carbonio e uniti con speciali colle. Sono di varie lunghezze e si misurano in pollici, mentre la “potenza” dei flettenti si misura in libbre; generalmente vanno di due libbre in due libbre. Ogni flettente è dotato alle estremità di un “tip” per l’alloggiamento della corda. Questi flettenti sono più corti di quelli di un longbow ma hanno una larghezza maggiore ed il profilo ha una contro curvatura che garantisce una velocità maggiore rispetto ad un arco longbow di uguale libraggio.
  • Rest: detto comunemente poggia freccia, è generalmente in materiale plastico e viene posizionato sulla finestra.
  • Finestra: è dove viene appoggiata la freccia.
  • Guantino/Paradita: è utilizzato per la trazione della corda ed è generalmente costruito in pelle o cuoio.
  • Corda: sull’arco long bow si usano corde fiamminghe chiamate anche “flemish” e sono costituite normalmente da fili intrecciati e ritorti di “fast flight” o dacron”. Il numero dei fili di cui è composta dipende dalla potenza dell’arco stesso.